TRON (1982) – Gli effetti speciali del cult movie visti attraverso le interviste a Harrison Ellenshaw e Chris Casady

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di Davide Mantovani, Marco Porcaro, Simone Villa


“Salve. Il Master Control Program vi ha scelto per servire il vostro sistema sulla Griglia di Gioco. Quelli di voi che continuano a professare la fede negli Utenti riceveranno la formazione declassificante standard, che si tradurrà in un eventuale eliminazione.”

TRON 1982


For English version, click here.

Indice:
Introduzione
Sitografia e Bibliografia
Harrison Ellenshaw (Visual Effects Supervisor)
Chris Casady (Effects Animator)
TRON Legacy – Anteprima Lightcycle Tutorial


TRON è un film di fantascienza uscito nelle sale nel 1982, prodotto dalla Walt Disney e diretto da Steven Lisberger, con protagonista Jeff Bridges nel ruolo di Kevin Flynn/Clu e Bruce Boxleitner nei panni di Alan Bradley/TRON. Essendo uno dei primi film della storia ad utilizzare la computer grafica, TRON ha uno stile visivo distintivo e, nonostante il flop al botteghino, è diventato un cult ed è considerato il primo vero esperimento di computer animation.

tron-disneyscreencaps.com-521Nonostante il suo aspetto d’avanguardia, per l’epoca, ricevette due candidature per l’Oscar, ma non per gli effetti speciali: l’Academy considerò la computer grafica come troppo facile, rispetto all’animazione tradizionale a passo uno.
Lisberger ha dichiarato di aver avuto l’idea originale osservando per la prima volta Pong, uscito nel 1972 e considerato da molti il primo videogioco della storia. Il regista ha da subito creduto che la computer graphics “potesse essere molto adatta a portare sul grande schermo le visuali tipiche dei videogiochi e dei calcolatori.”

TRON 1982

A differenza di quanto possa sembrare, gli effetti speciali sono solo in minima parte realizzati in CGI: dominano, ovviamente, le tecniche più tradizionali, quali il matte painting. Ad esempio, la circuiteria incandescente sui costumi dei personaggi è stata dipinta a mano su ogni fotogramma.
Il matte painting è una tecnica che viene utilizzata sin dagli albori del cinema (comparve per la prima volta nel film Missions of California del 1907). Consiste nel sovrapporre alla pellicola delle lastre trasparenti, su cui sono stati disegnati a mano paesaggi o scenari. Questa tecnica fu utilizzata molto nel cinema, in quanto permetteva di rappresentare delle scenografie troppo costose da ricostruire fisicamente o impossibili da raggiungere.

TRON 1982

Con l’avvento della CG, la tecnica si è evoluta, digitalizzandosi, in Digital Matte: le ambientazioni non vengono più dipinte, ma ricreate al computer.
All’epoca, i computer erano in grado di generare soltanto immagini statiche e non animazioni: le coordinate di ripresa della sequenza delle lightcycle sono state inserite a mano per ogni singolo fotogramma. È stato stimato che servissero 600 coordinate per ottenere 4 secondi di film.

TRON 1982Un’altra tecnica utilizzata fu la backlight animation, in cui ogni fotogramma viene fatto attraversare da una luce filtrata, in modo da creare dei vibranti effetti di luce colorata, in grado di dare vita agli inventivi costumi candidati all’Oscar.

TRON 1982

In questo processo unico, le scene in live-action all’interno del mondo dei computer sono state girate in bianco e nero su un set nero, poi stampate su una pellicola di grande formato ad alto contrasto Kodalith e colorate a mano con tecniche fotografiche e rotoscopiche per dare loro l’aspetto “tecnologico”. Questi molteplici livelli, stampati in grande formato e dipinti, richiesero un carico di lavoro ancora maggiore rispetto all’animazione tradizionale su acetato.

TRON 1982

TRON rimane nell’immaginario collettivo un sinonimo importante di innovazione, nonostante possa apparire oggi semplicemente un film con effetti speciali superati e datati. All’interno di esso si nasconde un’arte audace, forse una delle ultime manifestazioni di avanguardia artistica: un tentativo coraggioso di esplorare nuove frontiere della settima arte e un esempio di come la storia venga scritta da coloro che credono davvero di poter rompere gli schemi tradizionali, osare contro alle critiche.

TRON 1982


Sitografia

http://www.neatorama.com/neatogeek/2010/06/28/10-neat-facts-about-tron/#!B8jNa

http://www.cgw.com/Press-Center/Web-Exclusives/2011/Original-TRON.aspx

http://www.worker-studio.com/1/category/barry%20kooser/1.html

http://wikipedia.org

Bibliografia

Patterson, Richard (August 1982). “The Making of TRON”. American Cinematographer.


Intervista a Harrison Ellenshaw (Visual Effects Supervisor)
http://www.imdb.com/name/nm0254001/
http://www.harrisonellenshaw.com/

Siamo stati abbastanza fortunati da poter formulare una domanda e ricevere una risposta esauriente direttamente da un personaggio dal ruolo centrale nella produzione del film del 1982: Harrison Ellenshaw, Supervisore agli Effetti Visivi di TRON (1982) e nominato agli Academy Awards.
Ellenshaw ha lavorato anche per molte altre produzioni, quali Star Wars Una Nuova Speranza e L’Impero Colpisce Ancora, Ghost e Xena.
È il figlio di Peter Ellenshaw, vincitore dell’Oscar per gli Effetti Speciali Visivi di Mary Poppins nel 1965 e ufficialmente nominato “Disney Legend” da Michael Eisner e Roy E. Disney.

harrison

Domanda: Quando avete iniziato a lavorare al film, visto il concept grafico unico per l’epoca (e forse ancora ora), quali sono state le direttive che il regista o la produzione vi hanno fornito? Dal momento che non c’era nulla di simile nel panorama cinematografico, come hanno fatto a spiegarvi quale risultato intendevano raggiungere?

Risposta:Sono stato assunto all’inizio della pre-produzione di TRON, circa sei mesi prima l’inizio delle riprese. Il regista e il produttore fornirono allo studio una sceneggiatura e alcuni disegni preliminari, ma nessun piano reale di realizzazione finale del film.
Il mio primo compito fu quello di suddividere [i singoli contesti degli effetti speciali, ndt.] e dare un budget al film. La Disney richiese un budget indicativo prima di approvare la realizzazione del film. La suddivisione (“breakdown”) viene effettuata basandosi sulla sceneggiatura – in questo caso gli effetti visivi erano descritti come un viaggio in un videogioco. Dal momento in cui almeno un’ora del film [quella ambientata nel computer, ndt.] avrebbe avuto un aspetto  molto particolare che non era mai stato realizzato prima, dovetti formulare una serie di ipotesi plausibili su ciò che sarebbe stato necessario. Per aiutare a definire i metodi, facemmo una serie di test utilizzando diverse tecnologie per affinare i costi finali e l’aspetto estetico del film.
Il bilancio iniziale era basato su alcuni dei risultati delle prove. Comunque, dopo l’approvazione a procedere con la realizzazione del film, abbiamo assunto alcuni artisti, il cui compito era quello di definire come il film sarebbe poi risultato esteticamente. Man mano che progredivamo attraverso la pre-produzione abbiamo cominciato a rifinire le tecniche da utilizzare e a ritoccare i costi a esse connessi. Gli orientamenti metodologici continuarono a variare, sempre con il bilancio in mente.
Il cinema è sempre uno sforzo collaborativo e la flessibilità è un requisito necessario.


Intervista a Chris Casady (Effects Animator)
http://www.imdb.com/name/nm0142748/
https://vimeo.com/15995407

Per inquadrare anche dall’interno il contesto degli effetti visivi e spostare l’attenzione sugli artisti che Ellenshaw dovette assumere, siamo riusciti a contattare direttamente Chris Casady, animatore indipendente e Effects Animator di TRON (1982), che è stato così gentile da rispondere prontamente e con puntualità a un’estesa intervista.
Casady ha lavorato nella creazione di effetti cinematografici, video musicali e spot televisivi e vive ad Hollywood. È noto anche per la sua arte astratta e le sue realizzazioni di titoli e testi. Vincitore di diversi premi per le pubblicità da lui realizzate, ha diretto video musicali animati per i Beastie Boys, Eddie Murphy e Michael Jackson. Il suo film d’animazione, “Pencil Dance”, ha vinto i primi premi dei festival d’animazione internazionali in Canada, Francia, Giappone e Italia.

Domanda: Per prima cosa: quando avete iniziato a lavorare al film, visto il concept grafico unico per l’epoca (e forse ancora ora), quali sono state le direttive che il regista o la produzione vi hanno fornito? Dal momento che non c’era nulla di simile nel panorama cinematografico, come hanno fatto a spiegarvi quale risultato intendevano raggiungere?

Risposta:Durante la produzione non ho mai incontrato il regista! Ero troppo “in basso nella catena di montaggio” (nel senso che non ero abbastanza importante) perché il regista parlasse con me direttamente. Le istruzioni mi venivano date dal mio capo di dipartimento. Il mio era chiamato “Effects Animation”. Eravamo in 12 in questo dipartimento. Eravamo tutti seduti alla scrivania, con matite e carta. Nessun computer.
Ho poi incontrato il regista successivamente, dopo la fine del film.

Domanda: Più o meno, quanti eravate impegnati nella realizzazione degli effetti speciali?

Risposta: Forse 100? Bisognerebbe contare il numero di persone elencate nei titoli di coda. Penso fossimo circa 100 persone o anche più a lavorare agli effetti speciali.

TRON 1982

Foto fornita da Chris Casady

Domanda: Paragonato alle produzioni più recenti a cui ha partecipato, quanto è differente la pipeline di lavoro rispetto a quegli anni?

Risposta: È completamente differente. Non c’era nessuna “pipeline”. Non la chiamavamo pipeline. Forse “workflow” (flusso di lavoro). Non c’erano computer! Non alla Disney. La Disney non aveva nessun computer. Le sequenze computerizzate sono state realizzate da quattro piccole compagnie, due in New York, una in New Jersey e una a Los Angeles. Tutte queste compagne sono ormai scomparse. Infatti, hanno chiuso pochi anni dopo l’uscita di TRON.
Ci sono soltanto una ventina di minuti di CGI in TRON (1982). Tutto il resto è animazione tradizionale, fatta in modo che sembri computer grafica, ma non era così. È tutto fatto di disegni, acetati (“cels”), foto.

Foto fornita da Chris Casady

Foto fornita da Chris Casady

Domanda: Che peso ha avuto essere prodotti dalla Disney, a livello di risorse, organizzativo e di esperienza nell’animazione?

Risposta: Un grande studio. Un sacco di risorse. La Disney avrebbe potuto investire molto denaro in questa produzione, e lo ha fatto. Quello che non avevano in competenza ed esperienza lo hanno compensato con il denaro. Hanno investito denaro fino a che il film non fu terminato. Nonostante la Disney fosse famosa per l’animazione, non aveva un gruppo di animatori quando iniziarono a lavorare su TRON. Praticamente tutti gli artisti furono reclutati dall’esterno; non c’erano dei dipendenti Disney, ma giovani artisti provenienti dal mondo della pubblicità.

Domanda: Qual’era il suo ruolo negli Effetti Speciali Visivi di TRON (1928)?

Risposta: Ero un Animatore di Effetti. Ho animato un totale di 55 sequenze, soprattutto scintille, elettricità e oggetti volanti (come i dischi).

TRON 1982

Da “My work on TRON 1982” di Chris Casady (http://vimeo.com/15995407)

Domanda: Nelle sequenze da lei realizzate, che tecniche sono state utilizzate?

Risposta: Sono tutte scene disegnate a mano con penne ad inchiostro. Chiamerei questa tecnica “animazione disegnata a mano” o “animazione tradizionale”.
Uilizzavamo tecniche di rotoscope per inserire l’animazione nelle scene in live-action. Qualcosa chiamata “photo-roto”. E chiamammo la tecnica fotografica “backlit animation”.

Domanda: Qual’è stata la sequenza più difficile da realizzare? Perchè?

Risposta: Le tecniche moiré erano abbastanza complicate, perché dovevano essere plottate. Ma non ricordo che nessuna di esse fosse particolarmente difficile, ma solo noiose.

Domanda: Sono stati utilizzati maggiormente effetti realizzati interamente al computer o soprattutto a mano?

Risposta: La quasi totalità di TRON è fatta a mano, senza computer.

Domanda: Utilizzavate strumenti autoprodotti da voi o già esistenti sul mercato?

Risposta: Erano tutti software proprietari, non c’era alcun mercato dei software. Non cerano strumenti software sul mercato. Nulla in vendita. Era il 1982.

Domanda: Le riprese fornite dalla produzione erano girate su green/blue screen o altro? Come avveniva l’estrazione degli attori e la successiva integrazione nel mondo virtuale?

Risposta: Questa è una domanda interessante. Non c’erano né blue screen né green screen. Infatti, l’intero film fu girato in bianco e nero! Nessuna pellicola a colori fu utilizzata nelle sequenze ambientate all’interno del computer. Per le sequenze esterne al computer usarono la pellicola a colori. I personaggi furono separati per luminanza di contrasto e successivamente le maschere furono colorate a mano attorno ad ogni personaggio per ogni frame del film. Questo procedimento era svolto a Taiwan dove il lavoro costava meno.

Domanda: Secondo lei, perché non ha avuto molto successo al momento dell’uscita, mentre ora è considerato un cult?

Risposta: Non credo sia un grande film, in quanto tale. L’inventiva visiva era ottima, ma non il film in sé. La storia era semplice, la sceneggiatura era scadente, i dialoghi mediocri, la recitazione povera. Solo Jeff Bridge era bravo. Il film è interessante dal punto di vista visivo, ma nel complesso non ottimo, secondo me.

Domanda: C’è qualche aneddoto che ricorda in particolare, in quegli 8 mesi passati a lavorare sul film? Tra i momenti più piacevoli o difficili?

Risposta: Moltissimi. Ad esempio: ho inserito nel film una piccola immagine di Pac-Man, per scherzo. Pensavo che mi avrebbero chiesto di rimuoverlo, ma non l’hanno fatto. Gli è piaciuto! A quindi è rimasto. Successivamente il regista mi disse: “Avremmo dovuto inserire più contenuti scherzosi di questo tipo nel film”.

Domanda: Avendo lavorato precedentemente a produzioni importanti, quali Star Wars, com’è cambiata la sua carriera dopo l’esperienza più computerizzata di TRON?

Risposta: TRON è stato molto utile per la mia carriera. Perché era un film molto riconosciuto e molto rispettato (visivamente): era una bella fortuna poter dire di aver lavorato in esso.

Domanda: La ringraziamo molto per la sua pazienza e la volontà di condividere questa esperienza con noi.

Risposta: È stato un piacere. Grazie a voi!


Immergendoci nel mondo di Tron e del suo recente seguito Tron: Legacy, abbiamo cercato di riprodurre un piccolo frammento della famosa sequenza delle Lightcycle. Per farlo abbiamo sfruttato l’integrazione tra Adobe After Effects CC e Cinema4D. Il risultato ottenuto è questo:

Nel prossimo appuntamento forniremo un tutorial accurato per poter riprodurre l’effetto.

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